Rassegna stampa

Flavio Paolucci, più di un pezzo da 90

Flavio Paolucci. Da Guelmim a Biasca - 20/06/2024

di Vito Calabretta

Arte
'Da Guelmim a Biasca', film di Villi Hermann a lui dedicato, è lo spunto per una riflessione sull'artista, che oggi compie novant'anni
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Paolucci dalla luce del Sahara alle ombre dei boschi ticinesi

Flavio Paolucci. Da Guelmim a Biasca - 03/02/2024

di Antonio Mariotti

Documentario
Il regista Villi Hermann dedica il suo nuovo film al noto artista di Biasca

 
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Speciale Giornate cinematografiche di Soletta

23/01/2024

Intervista di Moira Bubola

Alphaville
Speciale Giornate cinematografiche di Soletta
Dal min. 03:40
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Due gesti d'amore verso l'arte e il cinema

Flavio Paolucci. Da Guelmim a Biasca - 22/01/2024

di Tito Bacciarini

Cultura e società – Soletta
Nelle Giornate cinematografiche agli sgoccioli, due splendidi pprtrait: merito delle registe Julie Frund-Pozner e Lucienne Lanaz, e di Villi Hermann
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Flavio Paolucci, ritratto d'artista

Flavio Paolucci. Da Guelmim a Biasca - 15/01/2024

di Nicola Falcinella

Incontri
A Soletta, dove questa settimana inizia il Festival del cinema, Villi Hermann con il suo film omaggia Paolucci
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Dalle pietre alle nuvole, verso Santa Maria degli Angeli

TAMARO. Pietre e angeli. Mario Botta Enzo Cucchi - 28/07/2023

di Clara Storti

Alla Fondazione Epper, foto di Villi Hermann, disegni di Mario Botta e bozzetti di Enzo Cucchi dicono la realizzazione del film «Tamaro. Pietre e angeli»
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Caro Niccolò Castelli - lettera aperta di Villi Hermann

13/01/2023


Caro Niccolò,
 
quando sei stato nominato direttore della Ticino Film Commission dicevi che “vorrei portare il più possibile il cinema della Svizzera italiana al di fuori dei nostri confini, e mi piacerebbe che ci fossero più scambi tra Sud e Nord delle Alpi.”
E per le Giornate di Soletta ci porti più cinema del Ticino? I vari direttori e commissioni di selezione di Soletta hanno sempre avuto “grossi problemi” con i nostri film, con le nostre idee di cinema che non erano nel “cosiddetto mainstream svizzero”. Penso solo all’esclusione dolorosa del film di Francesco Rizzi “Cronofobia” e poi riammesso con tanta “pressione non molto diplomatica” da parte mia; in seguito questo film ha vinto vari premi internazionali ed è stato distribuito in vari paesi.
Penso che, come nuovo direttore italofono (il primo nella storia di Soletta e anche raro nei festival di cinema in Svizzera in generale), dopo il trambusto del licenziamento della direttrice precedente Anita Hugi, le aspettative e le pressioni saranno multiple e non facili da gestire. Il settimanale tedesco di Amburgo “Die Zeit” si chiedeva: wem das Festival dienen soll: dem Personal der Solothurner Filmtage oder dem Schweizer Film (a chi deve servire il festival: al personale del festival o al cinema svizzero). Posso solo rispondere con un graffito che si vede spesso sui muri a Lugano: “Resistere”.
In generale l’interesse c’è per i film di lingua italiana a Soletta, per esempio c’era curiosità di vedere come mai ha avuto tanto successo in Ticino un film come “Frontaliers”. E nella primavera 2022 sembra esserci meno interesse da parte dei selezionatori rispetto agli anni passati, penso all’esclusione di “Arthur 2”, la webserie del serial killer che poi è stata votata come migliore web serie al mondo quest’anno.
Ho l’impressione che ogni tanto le commissioni di selezione di Soletta dimentichino che potrebbero fare il ponte tra arthouse film e pellicole che hanno successo in altre regioni della Svizzera e dimentichino che il pubblico appenzellese o del Giura bernese è diverso dallo spettatore di Biasca o Lattecaldo. I film della Sonnenstube selezionati a Soletta sembravano ogni tanto un gesto omeopatico. Ma Niccolò è molto sensibile alle nuove leve e seguirà con vigorosa cura la giovane produzione proveniente dal Ticino. Farà anche tutto il possibile affinché i film proiettati a Soletta non finiscano solo nelle mani degli smombie.
 
Una Werkschau, una rassegna dovrebbe tener conto della nostra diversità ed evitare qualunque globalizzazione. Come dice l’artista Ben Vautier « La Suisse n’existe pas », beviamo volentieri del Merlot, del Fendant e del Beerliwein in Svizzera, si dovrebbe coltivare di più la « biodiversità cinematografica » e con l’aggiunta di un granello di piccante politico.
 
Cineasti nella veste di direttori di festival cinematografici non sono così rari, almeno quelli che mi ricordo, penso al cineasta Daniele Ciprì al Corto Dorico, lo sceneggiatore Felice Laudadio a Bari, Gillo Pontecorvo e Carlo Lizzani alla Biennale di Venezia, Gabriele Salvatores al Milano Film Festival, Maurizio Nichetti al Festival di Montagna di Trento e oggi al Festival del documentario Visioni dal Mondo a Milano, Aki Kaurismäki in Finlandia, Nanni Moretti, Gianni Amelio e Paolo Virzì al Torino Film Festival, Tanja Milicic a Pula, Naomi Kawase a Nara in Giappone, Jia Zhang-ke al Festival di Pingyao in Cina, insieme a Marco Müller. E non dimentichiamo il Film Festival Director par excellence Moritz de Hadeln, cineasta di un documentario fondamentale per me, “Le Pèlé” del 1963, oggi ancora distribuito dal cineasta Erich Langjahr. Diversi filmmaker americani sono anche direttori di festival e dicono: Running a Film Festival is just like making a film; fare un film è come fare un festival.
Speriamo di vedere ancora parecchi “film-festival” di Niccolò Castelli nel futuro.
Un caro ciak, Villi Hermann

P.S.: Durante le mie ricerche ho scoperto che i nostri giornalisti dell’audiovisivo in Ticino non sono mai stati invitati personalmente alle Solothurner Filmtage. Ma il futuro sarà più roseo per il nostro piccolo cinema…
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Cinema svizzero a Venezia: i film della Imagofilm in apertura della rassegna

Ultima sfornata - 28/12/2022

L’edizione invernale di Cinema svizzero a Venezia si è aperta con due produzioni Imagofilm Lugano: Ultima sfornata videoricordo di Villi Hermann e Il sergente dell’Altopiano. La storia di Mario Rigoni Stern documentario di Tommaso Brugin e Federico Massa.
Hanno presentato la serata il regista, produttore e sceneggiatore Villi Hermann (nella foto), con un saluto della Console generale di Svizzera a Milano, Sabrina Dallafior (nella foto).
 
La proiezione si è tenuta martedì 29 novembre 2022 alle 18:00 nella sede di Palazzo Trevisan degli Ulivi, Dorsoduro 810, a ingresso libero.
Cinema svizzero a Venezia è stato curato da Massimiliano Maltoni per il Consolato di Svizzera a Venezia.
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Intervista a Tommaso Brugin, regista

Il sergente dell'Altopiano. La storia di Mario Rigoni Stern - 22/09/2022

Mario Fabio intervista Tommaso Brugin, regista del documentario «Il sergente dell'Altopiano. La storia di Mario Rigoni Stern».
Rete Due, Ho visto cose, 22.09.2022 alle 18:30.

Nel contesto dell'anteprima svizzera del film a Castel San Pietro, in collaborazione con:
- Museo etnografico della Valle di Muggio (MEVM)
- Cineclub del Mendrisiotto
- RSI Radiotelevisione svizzera
- Comune di Castel San Pietro
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ATLAS – I vincitori della 67ma edizione del Taormina Film Fest

Atlas - 04/07/2021

Matilda De Angelis è la migliore attrice protagonista per Atlas
di Ufficio Stampa Taormina FilmFest

Il premio per la migliore attrice va a Matilda De Angelis, intensa protagonista di Atlas di Niccolò Castelli, prodotto da Imago Film e Tempesta e distribuito da Vision Distribution. L’attrice continua a rivelare una straordinaria capacità di restituire tutta la complessità emotiva e l’autenticità dei suoi personaggi.

 
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ATLAS «Il dolore è una montagna da scalare»

Atlas - 02/07/2021

La Repubblica

ATLAS «Il dolore è una montagna da scalare»
In Atlas Matilda De Angelis prova a riconquistare la vita dopo un trauma
Intervista al regista Niccolò Castelli
di Paola Jacobbi
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Atlas, la libertà oltre la paura

Atlas - 02/07/2021

Ciak daily news Taormina Film Festival - Ciak magazine

Atlas, la libertà oltre la paura
di Alessandro De Simone
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Villi Hermann, ottant’anni di arte del cinema

08/05/2021

di Ivo Silvestro – La Regione, p.18

Il regista e produttore malcantonese si racconta in un’intervista per il suo ottantesimo compleanno (e i quarant’anni della sua Imagofilm)

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Villi Hermann, 80 anni di passione

08/05/2021

di Antonio Mariotti – Corriere del Ticino, p.32

Grande schermo /

Il cineasta e produttore ticinese, tuttora in piena attività, li compie sabato

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Atlas «Oggi le immagini cinematografiche si possono modellare come la plastilina»

Atlas - 22/03/2021

di Antonio Mariotti, Corriere del Ticino
L'intervista: Pietro Zuercher, direttore della fotografia del film «Atlas»
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ATLAS partecipa al Berlinale European Film Market (EFM)

Atlas - 17/02/2021

Edizione online dall'1 al 5 marzo 2021.

Online market screenings:
2 marzo 2021, 2:50 pm (local time) @Virtual Cinema 31
3 marzo 2021, 9:20 am (local time) @Virtual Cinema 21
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Recensione: Atlas

Atlas - 21/01/2021

di Muriel Del Don, Cineuropa

Soletta 2021 - Il nuovo lungometraggio di Niccolò Castelli parla della difficile ricostruzione di un personaggio profondamente traumatizzato

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Atlas «La mia generazione colpita dall'attentato di Marrakech»

Atlas - 16/01/2021

di

 Antonio Mariotti, 

Corriere del Ticino, p. 25



L'INTERVISTA / Il regista ticinese Niccolò Castelli parla di «Atlas», il suo nuovo lungometraggio che aprirà le Giornate di Soletta e sarà trasmesso dai tre canali SSR mercoledì prossimo


 
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Villi Hermann, rassembleur engagé

15/01/2021

Le Courrier de Genève, Cinéma, vendredi 15.01.2021, de Emmanuel Deonna

Villi Hermann, rassembleur engagé

Cinéaste talentueux et travailleur acharné, le Tessinois a développé une œuvre féconde et engagée, ancrée dans le territoire et l’imaginaire helvétiques. Les Journées de Soleure lui rendent hommage.
 
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In una pellicola "ritrovata" il passato in bianco e nero

Cerchiamo per subito operai, offriamo... - 17/10/2020

Restaurato un film ancora attuale sulle tragedie nel lavoro
In una pellicola "ritrovata" il passato in bianco e nero
di Mauro Spignesi

Cosa è cambiato dagli anni Settanta a oggi? Tanto e nulla. Tanto, perché la società è andata avanti, sono state raggiunte importanti conquiste sociali e sindacali, sul fronte della sicurezza ci sono norme più restrittive, ancora migliaia di lavoratori si alzano all’alba, passano la frontiera e arrivano in fabbriche (e uffici) in Svizzera. Nulla, perché i frontalieri muoiono ancora nei cantieri, come è accaduto la settimana scorsa a Gordola, e prima ancora a Lugano e a febbraio a Monteggio. Scene che si ripetono e che assomigliano maledettamente a quelle in bianco e nero racchiuse in una pellicola storica, Cerchiamo per subito operai, offriamo..., girata in 16 millimetri nel 1974 dal regista e produttore Villi Hermann, e ora restaurata dalla Imago Film (si può vedere in versione on demand sulla piattaforma filmo.ch). 
Il film-documentario si snoda attraverso tre assi narrativi, partendo dal racconto di una vedova italiana, il cui marito è deceduto in Svizzera vittima del lavoro. "Queste operazioni - spiega Toni Ricciardi, professore di Storia delle migrazioni all’Università di Ginevra e saggista - sono importanti perché ci costringono a fare i conti con la nostra storia fatta di momenti dolorosi e un passato migratorio che tanti, anche arrivati da lontano, vogliono dimenticare in fretta. Invece è importante la conservazione e la trasmissione della memoria. E dunque anche il film Cerchiamo per subito operai, offriamo... va visto, va inquadrato in questo contesto".
La pellicola, che rientra in quel cinema di denuncia e documentazione, è un’istantanea degli anni Settanta, "che ha il pregio di illustrare un problema quanto mai attuale e delicato per la nostra coscienza, quella dei frontalieri e i loro rapporti col padronato e con i sindacati svizzeri", scrisse nel 1974 Guglielmo Volonterio sul Corriere del Ticino. 
Grazie a filmo.ch, la piattaforma che si occupa di restaurare le opere storiche del cinema elvetico e di restituirle al pubblico in video on demand, Cerchiamo per subito operai, offriamo è ora disponibile con sottotitoli in italiano, tedesco e francese, con le musiche della Comune di Dario Fo. Nadia Dresti, direttore artistico del Locarno Film Festival, una delle esperte che sceglie le pellicole da digitalizzare e rilanciare, ha scritto che  "rivisto oggi, il primo lungometraggio documentario di Villi Hermann colpisce per la sua attualità" e per "la sua forza di denuncia, per la capacità di dare ascolto a chi di solito non ha voce".
Per Toni Ricciardi, tuttavia, la pellicola va legata "alle lotte degli Anni settanta. Non dimentichiamo che nove anni prima, nel 1965, in Vallese, ci fu la tragedia nel cantiere della diga di Mattmark, con 88 operai morti. E che nel 1969, una statistica europea indicava come il maggior numero di morti bianche si registrasse in Svizzera. Certe tragedie, ieri come oggi, vengono liquidate come fatalità. Ma la fatalità non esiste, esistono lavoratori più deboli, ricattabili che devono subire pressioni in settori dove la forte concorrenza erode i margini di guadagno creando nei cantieri condizioni ad alto rischio". 
Il lavoro di Hermann rientra in quel filone di docu-film che mostrano una realtà che (quasi) nessuno vuol vedere. "Ma queste pellicole - racconta ancora Ricciardi - sono spesso passate in circuiti non rivolti al grande pubblico. Un po’ come è accaduto inizialmente ad Alvaro Bizzarri, l’operaio diventato regista, che ha denunciato le condizioni dei lavoratori stagionali. Ma passavano nel cine-club delle Colonie libere italiane. Ora con la digitalizzazione è invece possibile riscoprire la nostra storia".
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Una straordinaria opera prima - 20minuti, Ticino, Marco Sestito

Cronofobia - 27/03/2019

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Un film sofisticato, ricco di sequenze suggestive - Corriere del Ticino, Antonio Mariotti

Cronofobia - 21/03/2019

Il Corriere del Ticino dedica uno spazio a Cronofobia: "Un'opera prima matura e affascinante che punta su due ottimi attori e una regia sofisticata"
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L'informatore di Mendrisio parla di Cronofobia

Cronofobia - 15/03/2019

L'informatore, giornale del mendrisiotto, dedica una pagina al film Cronofobia di Francesco Rizzi pochi giorni prima dell'uscita nelle sale ticinesi.
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Vinicio Marchioni al festival d Lecce

13/03/2019

Cinecittà News parla del festival del film di Lecce, che presenterà il film Cronofobia per la sua prima italiana, alla presenza di Vinicio Marchioni
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Francesco Rizzi premiato a Saarbrücken

Cronofobia - 20/01/2019

Swissinfo parla del regista di Cronofobia, Francesco Rizzi, dopo i premi ricevuti al Max Ophüls Preis di Saabrücken
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Cronofobia Film Review - Variety

Cronofobia - 31/12/2018

Variety writes a film review for Francesco Rizzi's Cronofobia.
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Cronofobia per Cineuropa

Cronofobia - 28/10/2018

Cineuropa parla di Cronofobia dopo la prima mondiale di Zurigo
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